Momento di riflessione sull'immobiliare che verrà

Difficile fare previsioni o ipotizzare come potrebbe cambiare il settore immobiliare dopo questa stravolgente epidemia. Il tempo risulterà essere un fattore chiave.

Negli ultimi cento anni ci sono stati almeno 5 picchi immobiliari (tra rialzi e ribassi) e nel 1992, anno in cui io e Daniele Pacella abbiamo aperto la B.C.House, eravamo già in una profonda crisi, ma, la sensazione percepita in questo momento e che questa, di "crisi", abbia una connotazione diversa da tutte le altre passate, con insite in sè le connotazioni del cambiamento e di una necessità di evoluzione.


Analizzando grafici e andamenti, è possibile che il settore più penalizzato, nel breve e medio termine, sarà quello legato al turismo: gli affitti brevi, i bed and breakfast, gli affitti temporanei a studenti o trasfertisti; anche ipotizzando una riapertura a breve delle attività nella loro totalità, affinchè tutti i ritmi ritornino ad essere quelli antecedenti al mese di febbraio, ci vorrà del tempo.

Possibile analoga sorte per il settore retail: il mercato degli affitti commerciali già ora sta subendo un colpo fortissimo e probabilmente alla riapertura delle attività saranno molti i canoni ritoccati al ribasso per non parlare delle attività che probabilmente non riapriranno.


Le compravendite è possibile che segnino un arresto se il fermo stabilito dalle autorità superasse i due mesi di inattività. L’Italia è già appesantita da un debito pubblico che riesce a sostenere con difficoltà, la situazione sarà resa ancora più complicata dallo sforamento del deficit di bilancio per Covid-19 che in qualche modo, presumibilmente in più anni, andrà recuperato. Meno investimenti pubblici, aziende chiuse e posti di lavoro persi renderanno più difficile pagare i mutui.

Le banche continueranno ad erogare ma con ancor più attenzione rispetto al passato.

E' verosimile un aumento delle proprietà in vendita.


La macchina immobiliare è per sua natura lenta ma riprenderà il suo corso, forte di un mercato con prezzi più convenienti rispetto al passato. Il tipo di domanda cambierà proprio alla luce di quanto sta succedendo, il prodotto richiesto dovrà ora avere delle caratteristiche ben delineate: la presenza di un balcone (ancor meglio di un terrazzo) diventerà imprescindibile con netta caduta dei prezzi di case sprovviste di spazi esterni. La qualità di vita dipenderà da spazi più ampi e per quanto i monolocali avranno sempre un ampio appeal sul mercato, non si disdegnerà una camera in più e, sui tagli più grandi, una cucina divisa dal salone o uno studio diviso dalla zona pranzo che permetteranno una postazione lavorativa laddove ci si trovasse nella necessità di dover lavorare da casa.

Le metrature ampie sono quelle più convenienti sul mercato, pensate agli Instant Buyer che comprano solo appartamenti di grande metratura per frazionarli e ricavarne due/tre da vendere già ristrutturati; riescono a coprire ampiamente il costo d'acquisto, la ristrutturazione necessaria ivi comprese le pratiche edilizie richieste e rivendere gli immobili con ampio sovrapprezzo in pochissimo tempo.


Il mercato italiano offre svariate opportunità, senza dubbio ricomincerà il suo andamento, lento e costante e come già è avvenuto in passato, gli immobili ricominceranno ad essere venduti; le quotazioni saranno la cartina tornasole di un'economia in continuo cambiamento ma che non si ferma, perché mai come ora tutti indistintamente desideriamo un'immediata normalità, per le strade, negli acquisti, nel lavoro e nella socialità.

Il "mattone" è pur sempre un bene di rifugio, lontano dalla volatilità delle azioni o degli investimenti a medio ed alto rischio, un investimento da riconsiderare seriamente e a cui dare maggiore attenzione nella diversificazione del proprio portafoglio di investimenti.

L‘intera filiera dei servizi immobiliari è destinata ad innovarsi sia dal punto di vista tecnologico che dei prodotti da offrire e per coloro che privilegeranno qualità e innovazione è possibile una forte crescita.

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